
QUI potete trovare la galleria fotografica del viaggio
"Questo sarà un test per verificare la fattibilità del
mio progetto "Giro del mondo!"
Con questo spirito ho deciso di affrontare questo lungo viaggio in
bicicletta che dal Cairo mi ha portato fino a Trieste. Ho deciso di fare
il giro da oriente, attraver sando Egitto, Giordania, Siria, Turchia,
Grecia, Macedonia, Albania, Montenegro, Bosnia, Croazia e Slovenia. In
tutto ho pedalato per 97 giorni e ho percorso 4808Km.
Ho scelto di partire il primo giorno di Aprile, proprio all'inizio della
primavera, un periodo ideale per viaggiare in medioriente, così almeno
avevo sentito dire. In realtà ho scoperto a mie spese che il mese di
Aprile, in Egitto, Giordania e Siria è dominato dall'irrequieto vento
del nord che rende molto faticoso pedalare. Non molla mai, 24 ore al
giorno, ogni giorno!
Il 4 aprile ho lasciato il Cairo, contento di fuggire da quel marasma di
carne e cemento, e proprio nel tratto di deserto tra il Cairo e Suez ho
potuto godermi la prima notte in tenda, solo, nel deserto. Vero e puro
deserto, niente luci intorno, niente traffico, solo il rumore del vento
e sopra la testa uno sterminato oceano di stelle, tante come mai prima.
E proprio in quel momento, durante quella prima notte passata libero in
mezzo al nulla ho capito pienamente quante emozioni avrei vissuto
durante il lungo viaggio che mi aspettava. Ho sempre trovato
meraviglioso viaggiare in posti mai visti, senza le comodità e la
sicurezza della vicinanza di casa. Potersi confrontare con gli elementi
naturali della terra, senza aiuto esterno, potendo contare solo sulle
proprie forze.
Nei giorni successivi, dopo aver attraversato il canale di Suez, ho
potuto ammirare l'incredibile bellezza del deserto del Sinai con le sue
forme bizzarre e i suoi colori caldi. Pedalare attraverso il deserto,
gustando lo spettacolo di una natura ancora autentica e troppo ostile
per poter essere "civilizzata" è stata un'emozione molto forte. Il Sinai
è un posto che vissuto con la lentezza della bicicletta ti resta dentro
per sempre.
Arrivato a S.Caterina mi sono sistemato al "Fox Desert
Camp" per un paio di giorni durante i quali ho visitato il santuario e
il monte di Mosé, ho proseguito verso la costa orientale della penisola,
fino a Nuweiba. Questo tratto di strada è qualcosa di spettacolare,
offre orizzonti desertici vastissimi, grandiosi canyon e rocce dai
colori insoliti. Arrivato a Nuweiba ho proseguito qualche Km verso nord
e ho fatto sosta ad el-Tarabin al camp "Blue Bus", un posto delizioso in
riva al mare.
Il giorno dopo ho preso il traghetto che da Nuweiba mi ha portato fino
ad Aqaba, in Giordania. Da li sono ripartito e mi sono diretto verso il
deserto del Wadi Rum. Il tratto di Desert Highway che porta fino al
villaggio di Rum, nel deserto rosso, ha molti tratti in salita e rampe
impegnative ma tutta la fatica fatta per arrivare in questo remoto
angolo del pianeta si ripaga mille volte vista la bellezza dei luoghi.
Il Wadi Rum è un deserto di sabbia rossissima, caratterizzato da
formazioni rocciose e canyon dalle forme incredibili. Un posto che
merita assolutamente una visita. Nel villaggio di Rum c'è anche un
campeggio abbastanza comodo ed economico, ideale per una sosta di un
paio di giorni. Unico consiglio: evitate di bere l'acqua dai rubinetti
perché rischiate di passare 2 o 3 giorni di crampi alla pancia, come è
successo a me.
La tappa successiva è stata l'antica città di Petra, lungo la Kings Way,
una strada spettacolare che collega vari altipiani, e offre spesso
panorami mozza fiato sulle ampie vallate desertiche che caratterizzano
questa zona della Giordania. E'una strada da fare assolutamente,
soprattutto se viaggiate in bicicletta!
Petra è un posto incredibile, un'antica città scavata
completamente nella pietra che lascia veramente a bocca aperta!
Il viaggio è poi proseguito verso nord, sempre lungo la Kings Way, ed è
stato un continuo su e giù attraverso vallate desertiche punteggiate qua
e la da piccole oasi abitate e, in cima agli altipiani, enormi campagne
coltivate e tanti piccoli paesini. La Giordania offre molto a quelli che
desiderano visitarla, è un paese davvero affascinante e ricco di
bellezza. Lungo la Kings Way, oltre a Petra, si possono trovare altri
luoghi interessanti come Al-Karak, con il suo bel castello crociato, e
Madaba che permette di ammirare antichi mosaici di epoca bizantina. Ho
saltato la caotica città di Amman per andare direttamente a Jerash, 40Km
più a nord, dove ho fatto sosta per visitare le antiche rovine romane,
bellissime e molto ben conservate.
Jerash ha segnato l'ultima tappa in Giordania, la successiva è stata
Damasco, in Siria. 168Km in un giorno solo, troppi! Ho constatato sulla
mia pelle che in viaggi così lunghi è meglio non andare oltre i 90Km al
giorno, al massimo. Splendida città Damasco, si respira un'atmosfera
magica, le sue vie sono intrise di storia e i suoi antichi palazzi
rendono il centro affascinante e caratteristico. D'obbligo un giro nel
grande Bazar coperto e nella bellissima Moschea degli Omayyadi dove ci
si può sedere per riprendere fiato ed ammirare il via vai dei tanti
fedeli che vengono qui a pregare o anche solo a passare il tempo
chiacchierando del più e del meno.
Ma la voglia di tornare nel deserto mi ha fatto scappare dalla capitale
dopo soli 2 giorni. Dopo aver provato il grande senso di libertà che
solo posti vasti come il deserto possono regalarti è difficile stare
chiusi in una stanza d'albergo con intorno fiumi di cemento e
automobili! E così via verso la mitica e lontana oasi di Palmyra. Strada
pericolosa quella che porta fino a li, stretta e percorsa da enormi
cammion che fanno la spola Siria-Iraq. a 70Km da Damasco, in mezzo al
deserto, c'è una pompa di benzina che ha anche 3 stanze per cammionisti
in cui è possibile dormire in caso di necessità. Più avanti si può
sostare anche al Bagdad Caffé, un motel-ristorante arredato in modo
davvero bello ed insolito, con vecchi utensili e oggetti attaccati alle
pareti. Dopo 3 giorni di bici sono finalmente arrivato a Palmyra, con le
sue meravigliose rovine romane che spuntano dal nulla in mezzo al
deserto, vicino alla grande oasi, in un contesto naturale di incredibile
bellezza. Un posto da vedere assolutamente, e che da solo vale un
viaggio in Siria!
Dopo qualche giorno di sosta mi sono diretto verso
ovest, prima ad Homs una città gradevole e con un centro storico molto
vivace, e poi verso il Mediterraneo. Ho fatto sosta al Krak des
Chavaliers, il più grande castello di epoca medievale che si possa
ammirare oggi in medioriente, conservato benissimo, enorme e carico
d'atmosfera. Da li sono ripartito e mi sono diretto prima verso Tartus,
un porto di mare sul mediterraneo, e poi verso nord fino a Latakia, a
pochi KM dal confine con la Turchia. La Siria mi è rimasta nel cuore, la
sua gente con me è stata splendida, ospitale, disponibile ed amichevole,
davvero magnifici i Siriani.
Il giorno della partenza da Latakia è stato emozionante perché a nord,
oltre le montagne che vedevo all'orizzonte, c'era ad aspettarmi l'enorme
Turchia, con le sue dure e selvagge montagne, con la sua magica
Cappadocia, con gli immensi altipiani dell'Anatolia centrale. In pochi
giorni sono passato per Antakya, Iskendrun ed Adana. Ho cercato di
portarmi avanti velocemente ben sapendo che la Turchia sarebbe stata la
parte più dura del viaggio, e così è stato. Da Adana la strada che porta
fino a Nevsehir, nel cuore della Cappadocia, passa attraverso alte e
selvagge montagne, a volte coperte da boschi rigogliosi, a volte sassose
e brulle, altre volte coperte da prati verdissimi.
A Nevsehir ho fatto sosta per qualche giorno, per poter visitare con
calma il cuore della Cappadocia con i suoi splendidi camini delle fate e
i villaggi costruiti nella roccia. Un posto pieno di magia.
Se passate da queste parti vi consiglio di piazzare il campo base non a
Nevsehir come ho fatto io ma nei piccoli paesi limitrofi come Goreme,
Ugrup o Uchisar che sono i più caratteristici e offrono anche la
possibilità di campeggiare.
Le tappe successive mi hanno portato verso nord,
Kirsheir e Kirikkale. Ankara l'ho saltata a pié pari, sono entrato ed
uscito in Bus per evitare caos e traffico. Una volta fuori ho proseguito
verso nord fino a Gerede, e mi sono trovato di nuovo immerso in paesaggi
di montagna e boschi. Da li ho continuato verso Ovest fino ad Istanbul,
la spettacolare Istanbul. E'piaciuta perfino a uno come me che detesta
le grandi città. I suoi quartieri caratteristici ti fanno dimenticare di
essere in una città così enorme. Ovunque antichi palazzi, moschee e
giardini, pezzi di storia dappertutto. E'proprio l'antica storia di
Istanbul che si percepisce ovunque, in ogni strada, in ogni monumento,
in ogni dettaglio.
Dopo 3 giorni di sosta ho proseguito il mio viaggio verso ovest, e come
ho sentito dire ad Istanbul, una volta attraversato il Bosforo sei già
in Europa! E' vero, mano a mano che ci si avvicina al confine con la
Grecia si percepisce il graduale cambiamento e una volta varcato il
confine, le onnipresenti moschee lasciano il posto alle chiese e ai
tabernacoli che si trovano ovunque ai bordi delle strade. Anche la gente
è diversa, lo capisci subito, è meno interessata a chi sei e a dove vai,
è più indifferente ed europea. In medioriente sei sempre al centro degli
sguardi e dell'attenzione, soprattutto se viaggi in bicicletta. Qui in
europa i bambini smettono di inseguirti e di chiederti "What's your name?".
Comunque bella la Grecia del nord, con i suoi panorami mediterranei, la
vegetazione bassa e gli immensi campi di grano, le sue coste selvagge
piene di splendide spiaggette e piccole baie. Il tratto più bello è
stato sicuramente quello che da Alessandropoli mi ha portato fino a
Salonicco, seguendo la costa. Le soste più piacevoli sono state quelle a
Kavala, una cittadina sul mare caratterizzata da un castello che domina
la città e da un bel porto, e quella a Fanari, un minuscolo paesino sul
mare la cui bellezza viene proprio dalle sue piccole dimensioni e dai
suoi lenti ritmi di vita d'altri tempi. Qui si trova anche un campeggio
in cui sostare, è abbandonato ma ci si può tranquillamente piazzare la
tenda. Procuratevi solo una crema contro le zanzare se ci venite
d'estate perché dopo le 20 ce ne sono tantissime.
Arrivato a Salonicco ho proseguito verso nord-ovest
fino al confine con la Macedonia che i Greci ci tengono venga chiamata
FYROM a causa di una disputa sul nome che ormai si trascina da tanti
anni e che fa capire che tra i due stati purtroppo non corre buon
sangue. Il mio passaggio in Macedonia è stato veloce ma piacevolissimo.
Ho potuto ammirare la sua meravigliosa ed intatta natura, le sue
bellissime e rigogliose colline, le montagne intatte in cui la presenza
umana è inesistente. Tappe principali a Bitola, una cittadina davvero
deliziosa con un centro storico caratterizzato da vecchi palazzi
neoclassici dai colori vivaci, e ad Ohrid, sul lago omonimo. E proprio
Ohrid è stata una piacevolissima sorpresa, una cittadina davvero molto
graziosa e a misura d'uomo, bagnata dal suo splendido lago ed attorniata
da belle e verdi montagne.
Lasciata Ohrid, una lunga strada in salita con ai lati una fitta
foresta, mi ha portato fino in Albania, una terra tutta da scoprire, in
cui i ruderi militari lasciati in eredità dal passato regime comunista
sono ancora sotto gli occhi di tutti. Ovunque, tra le montagne e lungo
le vallate, spuntano casematte in cemento armato e caserme ormai
abbandonate ed inghiottite dalla rigogliosa e selvaggia vegetazione di
questa terra che, pur essendo in europa, sembra lontana anni luce da
noi. Pochi turisti qui in Albania, lo si capisce dagli sguardi curiosi
della gente non abituata agli stranieri. Un vero peccato perché è un
paese che ha molto da offrire a quanti amano la natura, ed in
particolare la montagna. Ho percorso l'Albania da est ad ovest, fino a
Durazzo e da qui ho proseguito verso nord fino al Montenegro che mi ha
regalato grandiose vedute sul mare e sulle sue coste scardinate e
selvagge.
Anche in Montenegro ho potuto apprezzare una natura
davvero meravigliosa e viva, alte montagne che si tuffano nel mare e
innumerevoli isole sparse qua e la a pochi km dalla costa. Tantissimi i
campeggi in cui sostare, un posto ideale per fare cicloturismo.
Le soste più rilassanti e piacevoli le ho fatte ad Herceg Novi e a Budva,
due vivaci città di mare con belle passeggiate lungo la costa ed un mare
pulitissimo.
Il viaggio è poi continuato verso nord fino in Croazia. Bella la sosta a
Dubrovnik, nell'estremo sud della Dalmazia. La città vecchia con i suoi
palazzi in stile veneziano è molto piacevole da visitare e merita
sicuramente una sosta di un giorno. Qui ho anche trovato una comoda
sistemazione al camping Solitudo, molto ben attrezzato e pulito.
Nei giorni successivi, seguendo la costa sono passato per Makarska e
Spalato, accompagnato da panorami splendidi. La strada corre sempre sui
fianchi delle montagne a picco sul mare e si mantiene quasi sempre a
100-200 metri di altezza, le vedute sono quindi spettacolari. Non mi
aspettavo che la costa della Croazia fosse così dura da pedalare e
invece, complice anche il gran caldo di Giugnio, mi ha fatto davvero
sudare e faticare. Dopo varie soste in piccoli centri come Marina e
Primosten sono arrivato a Zara dove ho ripreso fiato prima di proseguire
verso l'isola di Pago. Molto molto bella Pago, con la sua parte lunare e
bianca che contrasta con la zona più interna coperta da bassa
vegetazione mediterranea. Ci sono 2 scollinamenti faticosi ma bellissimi
prima di arrivare a Novalja dove si prende il traghetto che porta di
nuovo sulla costa della Croazia. Nei giorni successivi, in 2 tappe, sono
arrivato a Rijeka e da li ho pedalato gli ultimi 70Km fino a Trieste,
l'ultima tappa di questo lungo ma bellissimo viaggio.