Pedalando nel mondo

Cairo - Trieste 2008

QUI potete trovare la galleria fotografica del viaggio

"Questo sarà un test per verificare la fattibilità del mio progetto "Giro del mondo!"
Con questo spirito ho deciso di affrontare questo lungo viaggio in bicicletta che dal Cairo mi ha portato fino a Trieste. Ho deciso di fare il giro da oriente, attraver sando Egitto, Giordania, Siria, Turchia, Grecia, Macedonia, Albania, Montenegro, Bosnia, Croazia e Slovenia. In tutto ho pedalato per 97 giorni e ho percorso 4808Km.
Ho scelto di partire il primo giorno di Aprile, proprio all'inizio della primavera, un periodo ideale per viaggiare in medioriente, così almeno avevo sentito dire. In realtà ho scoperto a mie spese che il mese di Aprile, in Egitto, Giordania e Siria è dominato dall'irrequieto vento del nord che rende molto faticoso pedalare. Non molla mai, 24 ore al giorno, ogni giorno!
Il 4 aprile ho lasciato il Cairo, contento di fuggire da quel marasma di carne e cemento, e proprio nel tratto di deserto tra il Cairo e Suez ho potuto godermi la prima notte in tenda, solo, nel deserto. Vero e puro deserto, niente luci intorno, niente traffico, solo il rumore del vento e sopra la testa uno sterminato oceano di stelle, tante come mai prima. E proprio in quel momento, durante quella prima notte passata libero in mezzo al nulla ho capito pienamente quante emozioni avrei vissuto durante il lungo viaggio che mi aspettava. Ho sempre trovato meraviglioso viaggiare in posti mai visti, senza le comodità e la sicurezza della vicinanza di casa. Potersi confrontare con gli elementi naturali della terra, senza aiuto esterno, potendo contare solo sulle proprie forze.
Nei giorni successivi, dopo aver attraversato il canale di Suez, ho potuto ammirare l'incredibile bellezza del deserto del Sinai con le sue forme bizzarre e i suoi colori caldi. Pedalare attraverso il deserto, gustando lo spettacolo di una natura ancora autentica e troppo ostile per poter essere "civilizzata" è stata un'emozione molto forte. Il Sinai è un posto che vissuto con la lentezza della bicicletta ti resta dentro per sempre.

Arrivato a S.Caterina mi sono sistemato al "Fox Desert Camp" per un paio di giorni durante i quali ho visitato il santuario e il monte di Mosé, ho proseguito verso la costa orientale della penisola, fino a Nuweiba. Questo tratto di strada è qualcosa di spettacolare, offre orizzonti desertici vastissimi, grandiosi canyon e rocce dai colori insoliti. Arrivato a Nuweiba ho proseguito qualche Km verso nord e ho fatto sosta ad el-Tarabin al camp "Blue Bus", un posto delizioso in riva al mare.
Il giorno dopo ho preso il traghetto che da Nuweiba mi ha portato fino ad Aqaba, in Giordania. Da li sono ripartito e mi sono diretto verso il deserto del Wadi Rum. Il tratto di Desert Highway che porta fino al villaggio di Rum, nel deserto rosso, ha molti tratti in salita e rampe impegnative ma tutta la fatica fatta per arrivare in questo remoto angolo del pianeta si ripaga mille volte vista la bellezza dei luoghi. Il Wadi Rum è un deserto di sabbia rossissima, caratterizzato da formazioni rocciose e canyon dalle forme incredibili. Un posto che merita assolutamente una visita. Nel villaggio di Rum c'è anche un campeggio abbastanza comodo ed economico, ideale per una sosta di un paio di giorni. Unico consiglio: evitate di bere l'acqua dai rubinetti perché rischiate di passare 2 o 3 giorni di crampi alla pancia, come è successo a me.
La tappa successiva è stata l'antica città di Petra, lungo la Kings Way, una strada spettacolare che collega vari altipiani, e offre spesso panorami mozza fiato sulle ampie vallate desertiche che caratterizzano questa zona della Giordania. E'una strada da fare assolutamente, soprattutto se viaggiate in bicicletta!

Petra è un posto incredibile, un'antica città scavata completamente nella pietra che lascia veramente a bocca aperta!
Il viaggio è poi proseguito verso nord, sempre lungo la Kings Way, ed è stato un continuo su e giù attraverso vallate desertiche punteggiate qua e la da piccole oasi abitate e, in cima agli altipiani, enormi campagne coltivate e tanti piccoli paesini. La Giordania offre molto a quelli che desiderano visitarla, è un paese davvero affascinante e ricco di bellezza. Lungo la Kings Way, oltre a Petra, si possono trovare altri luoghi interessanti come Al-Karak, con il suo bel castello crociato, e Madaba che permette di ammirare antichi mosaici di epoca bizantina. Ho saltato la caotica città di Amman per andare direttamente a Jerash, 40Km più a nord, dove ho fatto sosta per visitare le antiche rovine romane, bellissime e molto ben conservate.
Jerash ha segnato l'ultima tappa in Giordania, la successiva è stata Damasco, in Siria. 168Km in un giorno solo, troppi! Ho constatato sulla mia pelle che in viaggi così lunghi è meglio non andare oltre i 90Km al giorno, al massimo. Splendida città Damasco, si respira un'atmosfera magica, le sue vie sono intrise di storia e i suoi antichi palazzi rendono il centro affascinante e caratteristico. D'obbligo un giro nel grande Bazar coperto e nella bellissima Moschea degli Omayyadi dove ci si può sedere per riprendere fiato ed ammirare il via vai dei tanti fedeli che vengono qui a pregare o anche solo a passare il tempo chiacchierando del più e del meno.
Ma la voglia di tornare nel deserto mi ha fatto scappare dalla capitale dopo soli 2 giorni. Dopo aver provato il grande senso di libertà che solo posti vasti come il deserto possono regalarti è difficile stare chiusi in una stanza d'albergo con intorno fiumi di cemento e automobili! E così via verso la mitica e lontana oasi di Palmyra. Strada pericolosa quella che porta fino a li, stretta e percorsa da enormi cammion che fanno la spola Siria-Iraq. a 70Km da Damasco, in mezzo al deserto, c'è una pompa di benzina che ha anche 3 stanze per cammionisti in cui è possibile dormire in caso di necessità. Più avanti si può sostare anche al Bagdad Caffé, un motel-ristorante arredato in modo davvero bello ed insolito, con vecchi utensili e oggetti attaccati alle pareti. Dopo 3 giorni di bici sono finalmente arrivato a Palmyra, con le sue meravigliose rovine romane che spuntano dal nulla in mezzo al deserto, vicino alla grande oasi, in un contesto naturale di incredibile bellezza. Un posto da vedere assolutamente, e che da solo vale un viaggio in Siria!

Dopo qualche giorno di sosta mi sono diretto verso ovest, prima ad Homs una città gradevole e con un centro storico molto vivace, e poi verso il Mediterraneo. Ho fatto sosta al Krak des Chavaliers, il più grande castello di epoca medievale che si possa ammirare oggi in medioriente, conservato benissimo, enorme e carico d'atmosfera. Da li sono ripartito e mi sono diretto prima verso Tartus, un porto di mare sul mediterraneo, e poi verso nord fino a Latakia, a pochi KM dal confine con la Turchia. La Siria mi è rimasta nel cuore, la sua gente con me è stata splendida, ospitale, disponibile ed amichevole, davvero magnifici i Siriani.
Il giorno della partenza da Latakia è stato emozionante perché a nord, oltre le montagne che vedevo all'orizzonte, c'era ad aspettarmi l'enorme Turchia, con le sue dure e selvagge montagne, con la sua magica Cappadocia, con gli immensi altipiani dell'Anatolia centrale. In pochi giorni sono passato per Antakya, Iskendrun ed Adana. Ho cercato di portarmi avanti velocemente ben sapendo che la Turchia sarebbe stata la parte più dura del viaggio, e così è stato. Da Adana la strada che porta fino a Nevsehir, nel cuore della Cappadocia, passa attraverso alte e selvagge montagne, a volte coperte da boschi rigogliosi, a volte sassose e brulle, altre volte coperte da prati verdissimi.
A Nevsehir ho fatto sosta per qualche giorno, per poter visitare con calma il cuore della Cappadocia con i suoi splendidi camini delle fate e i villaggi costruiti nella roccia. Un posto pieno di magia.
Se passate da queste parti vi consiglio di piazzare il campo base non a Nevsehir come ho fatto io ma nei piccoli paesi limitrofi come Goreme, Ugrup o Uchisar che sono i più caratteristici e offrono anche la possibilità di campeggiare.

Le tappe successive mi hanno portato verso nord, Kirsheir e Kirikkale. Ankara l'ho saltata a pié pari, sono entrato ed uscito in Bus per evitare caos e traffico. Una volta fuori ho proseguito verso nord fino a Gerede, e mi sono trovato di nuovo immerso in paesaggi di montagna e boschi. Da li ho continuato verso Ovest fino ad Istanbul, la spettacolare Istanbul. E'piaciuta perfino a uno come me che detesta le grandi città. I suoi quartieri caratteristici ti fanno dimenticare di essere in una città così enorme. Ovunque antichi palazzi, moschee e giardini, pezzi di storia dappertutto. E'proprio l'antica storia di Istanbul che si percepisce ovunque, in ogni strada, in ogni monumento, in ogni dettaglio.
Dopo 3 giorni di sosta ho proseguito il mio viaggio verso ovest, e come ho sentito dire ad Istanbul, una volta attraversato il Bosforo sei già in Europa! E' vero, mano a mano che ci si avvicina al confine con la Grecia si percepisce il graduale cambiamento e una volta varcato il confine, le onnipresenti moschee lasciano il posto alle chiese e ai tabernacoli che si trovano ovunque ai bordi delle strade. Anche la gente è diversa, lo capisci subito, è meno interessata a chi sei e a dove vai, è più indifferente ed europea. In medioriente sei sempre al centro degli sguardi e dell'attenzione, soprattutto se viaggi in bicicletta. Qui in europa i bambini smettono di inseguirti e di chiederti "What's your name?".
Comunque bella la Grecia del nord, con i suoi panorami mediterranei, la vegetazione bassa e gli immensi campi di grano, le sue coste selvagge piene di splendide spiaggette e piccole baie. Il tratto più bello è stato sicuramente quello che da Alessandropoli mi ha portato fino a Salonicco, seguendo la costa. Le soste più piacevoli sono state quelle a Kavala, una cittadina sul mare caratterizzata da un castello che domina la città e da un bel porto, e quella a Fanari, un minuscolo paesino sul mare la cui bellezza viene proprio dalle sue piccole dimensioni e dai suoi lenti ritmi di vita d'altri tempi. Qui si trova anche un campeggio in cui sostare, è abbandonato ma ci si può tranquillamente piazzare la tenda. Procuratevi solo una crema contro le zanzare se ci venite d'estate perché dopo le 20 ce ne sono tantissime.

Arrivato a Salonicco ho proseguito verso nord-ovest fino al confine con la Macedonia che i Greci ci tengono venga chiamata FYROM a causa di una disputa sul nome che ormai si trascina da tanti anni e che fa capire che tra i due stati purtroppo non corre buon sangue. Il mio passaggio in Macedonia è stato veloce ma piacevolissimo. Ho potuto ammirare la sua meravigliosa ed intatta natura, le sue bellissime e rigogliose colline, le montagne intatte in cui la presenza umana è inesistente. Tappe principali a Bitola, una cittadina davvero deliziosa con un centro storico caratterizzato da vecchi palazzi neoclassici dai colori vivaci, e ad Ohrid, sul lago omonimo. E proprio Ohrid è stata una piacevolissima sorpresa, una cittadina davvero molto graziosa e a misura d'uomo, bagnata dal suo splendido lago ed attorniata da belle e verdi montagne.
Lasciata Ohrid, una lunga strada in salita con ai lati una fitta foresta, mi ha portato fino in Albania, una terra tutta da scoprire, in cui i ruderi militari lasciati in eredità dal passato regime comunista sono ancora sotto gli occhi di tutti. Ovunque, tra le montagne e lungo le vallate, spuntano casematte in cemento armato e caserme ormai abbandonate ed inghiottite dalla rigogliosa e selvaggia vegetazione di questa terra che, pur essendo in europa, sembra lontana anni luce da noi. Pochi turisti qui in Albania, lo si capisce dagli sguardi curiosi della gente non abituata agli stranieri. Un vero peccato perché è un paese che ha molto da offrire a quanti amano la natura, ed in particolare la montagna. Ho percorso l'Albania da est ad ovest, fino a Durazzo e da qui ho proseguito verso nord fino al Montenegro che mi ha regalato grandiose vedute sul mare e sulle sue coste scardinate e selvagge.

Anche in Montenegro ho potuto apprezzare una natura davvero meravigliosa e viva, alte montagne che si tuffano nel mare e innumerevoli isole sparse qua e la a pochi km dalla costa. Tantissimi i campeggi in cui sostare, un posto ideale per fare cicloturismo.
Le soste più rilassanti e piacevoli le ho fatte ad Herceg Novi e a Budva, due vivaci città di mare con belle passeggiate lungo la costa ed un mare pulitissimo.
Il viaggio è poi continuato verso nord fino in Croazia. Bella la sosta a Dubrovnik, nell'estremo sud della Dalmazia. La città vecchia con i suoi palazzi in stile veneziano è molto piacevole da visitare e merita sicuramente una sosta di un giorno. Qui ho anche trovato una comoda sistemazione al camping Solitudo, molto ben attrezzato e pulito.
Nei giorni successivi, seguendo la costa sono passato per Makarska e Spalato, accompagnato da panorami splendidi. La strada corre sempre sui fianchi delle montagne a picco sul mare e si mantiene quasi sempre a 100-200 metri di altezza, le vedute sono quindi spettacolari. Non mi aspettavo che la costa della Croazia fosse così dura da pedalare e invece, complice anche il gran caldo di Giugnio, mi ha fatto davvero sudare e faticare. Dopo varie soste in piccoli centri come Marina e Primosten sono arrivato a Zara dove ho ripreso fiato prima di proseguire verso l'isola di Pago. Molto molto bella Pago, con la sua parte lunare e bianca che contrasta con la zona più interna coperta da bassa vegetazione mediterranea. Ci sono 2 scollinamenti faticosi ma bellissimi prima di arrivare a Novalja dove si prende il traghetto che porta di nuovo sulla costa della Croazia. Nei giorni successivi, in 2 tappe, sono arrivato a Rijeka e da li ho pedalato gli ultimi 70Km fino a Trieste, l'ultima tappa di questo lungo ma bellissimo viaggio.